CELTI E LIGURI NEL TERRITORIO DI PARMA

Il guerriero di Casaselvatica: ligure o boico? | Gallica Parma

TRATTO DA UN ARTICOLO DI DANIELE VITALI DA ” STORIA DI PARMA” E ACADEMIA.EDU.

<Il quadro generale della Cisalpina che Polibio ha tratteggiato nel II libro delle
Historìai include verosimilmente anche la Cispadana occidentale; esso fa parte
dell’excursus che prende il via al capitolo 14 e che costituisce la più antica narrazione
sui Celti da parte di un loro contemporaneo giunta sino a noi. Polibio
arrivò esule in Italia nel 167 come ostaggio dei Romani, vincitori nella battaglia
di Pidna; dal momento che prima del 146 / intorno al 150 a.C. i libri I-V [VI]
delle sue Storie erano già composti e pubblicati, il suo rapporto di ‘contemporaneità’
con le popolazioni della Cisalpina corrisponde al secondo trentennio del
II secolo a.C., una fase nella quale la totalità delle comunità celtiche (e liguri)
era ormai definitivamente controllata da Roma e risultava o domata o entrata
nel sistema di alleanze della potenza vincitrice> …

Inizia con un excursus dell’autore sulle fonti storiche . Vengono poi indicate le scoperte e gli studi sugli  insediamenti dell’età del ferro nel territorio Parmense con prevalenza di abitati celtici in pianura e via via stemperati con quelli di tradizione ligure nell’appennino. Da tutte le scoperte emerge un Appennino valle di transito delle merci e delle culture.
.

 

Celti_e_Liguri_nel_territorio_di_Parma-24151626

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