VETRI ROMANI DELLA COLLEZIONE STRADA IN MOSTRA A VIGEVANO

Da Orobie.com

Raccoglie una selezione di 45 oggetti archeologici appartenenti alla collezione Strada. Formata da Antonio Strada (1904-1968) a partire da un nucleo di reperti rinvenuti nei terreni di famiglia già nel XIX secolo e arricchita anche con successivi acquisti da altre collezioni, raccoglie 269 pezzi appartenenti a un arco cronologico che si estende per oltre 18 secoli, dalla preistoria all’età longobarda, con particolare concentrazione di oggetti databili tra l’età della romanizzazione (II-I secolo avanti Cristo) e la prima epoca imperiale romana (I-II secolo dopo Cristo).

Oggetti in vetro di età romana

Il nucleo più prezioso è costituito dagli oggetti in vetro di età romana tra i quali spicca la splendida coppa firmata da Aristeas, databile al secondo quarto del I secolo dopo Cristo, un vero e proprio unicum per la qualità e l’eccezionale stato di conservazione.

Balsamario biansato in vetro soffiato blu, con anse bianche applicate, da Garlasco. Prima metà I secolo d.C.

Si tratta di un’anteprima, preludio all’esposizione dell’intera collezione che avverrà entro l’anno. Anteprima doverosa perché conclude, garantendo la fruizione pubblica, una azione di tutela da parte del ministero della Cultura che ha inizio nel 1999, quando la collezione fu dichiarata di eccezionale interesse.

Ricchezza eccezionale

Conservata nel castello di famiglia a Scaldasole, la collezione Strada era nota agli studiosi già a partire dagli anni Sessanta del Novecento, soprattutto per la ricchezza e la qualità del vasellame in vetro.

Brocca piriforme monoansata, in vetro soffiato color ambra con decorazione applicata a macchie bianche, da Scaldasole. Metà I secolo d.C.

Tuttavia l’importanza dell’insieme, la ricchezza in relazione al contesto lomellino, la qualità e l’eccezionalità di alcuni oggetti consigliavano l’acquisizione a favore di un museo pubblico, per garantirne una più ampia fruibilità, favorirne lo studio e diffonderne la conoscenza. Il ministero ha perciò deciso di avviare la procedura di esproprio per pubblica utilità con assegnazione al Museo archeologico nazionale della Lomellina.

La mostra è progettata dalla Direzione regionale Musei Lombardia, con a capo Emanuela Daffra, e dal Museo archeologico nazionale della Lomellina diretto da Stefania Bossi.

IL MUSEO ARCHEOLOGICO DELLA LOMELLINA DI VIGEVANO

La Collezione

Da Lombardia.cultura.gov.it

Il percorso si snoda nelle diverse sale in ordine cronologico. La sala I ospita la documentazione relativa all’età preistorica e protostorica. La seconda sala espone i corredi funerari di età romana (fine I secolo a.C. – II secolo d.C.). La terza sala espone oggetti relativi agli abitati e alla vita quotidiana, mentre la quarta raccoglie manufatti di epoca tardo antica e altomedioevale (III – VII secolo d.C.). L’ultima sala infine è adibita a mostre ed esposizioni temporanee.

Corredo maschile da Gambolò
Corredo di Gambalò
Vetri
Vetri romani
Tomba del guerriero
Tomba del guerriero di Valeggio
  • Corredo maschile da GambolòAll’interno dell’urna decorata coperta da una ciotola è stato rinvenuto un ricco corredo appartenente sicuramente a un personaggio d’alto rango, data la grande concentrazione di bronzi. Si tratta di oggetti decorativi tra cui spilloni fermavesti, anelli, frammenti di cintura (anelli e pendagli), armille e collari.
  • VetriNei corredi tombali (soprattutto femminili) di età romana sono stati rinvenuti diversi recipienti in vetro soffiato, prevalentemente databili al I secolo d.C. Di forma elegante e piacevoli nei colori, erano utilizzati per diversi scopi, sia come contenitori di cibi e liquidi che come boccette per profumi, unguenti e balsami.
  • Tomba del guerriero Il corredo di questa tomba, proveniente dalla necropoli di Valeggio, presenta elementi che caratterizzano il defunto come guerriero, tra cui una spada ancora racchiusa nel fodero, la punta di una lancia, i resti di uno scudo e un coltello. A questi si aggiungono: utensili da toeletta (rasoio e pinzette in bronzo), recipienti in ceramica grezza e una moneta in argento.
  • Statuetta del vignaiuolo .Queste statuette, realizzate a stampo e talvolta dipinte, compaiono nei corredi funerari della Lomellina, tra l’età lo augustea e la metà del I secolo d.C. Qui
Tesoretto di Antoniani dell’epoca di Gallieno

NUOVA ACQUISIZIONE.

Una nuova, prestigiosa, acquisizione per il Museo archeologico della Lomellina: si tratta dell’ara votiva di Manilius Iustus, concessa in deposito al museo e recentemente restaurata. L ‘ara in marmo di Candoglia rappresenta il sacrificio del celebrante Manilius Iustus di un toro agli antenati ( rappresentati nei tre busti). La datazione è del secondo venticinquennio del I sec d.C.

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