UNA FORNACE ROMANA A PIACENZA

L’anima romana della città di Piacenza, fondata nel 218 a.C., rivive attraverso una nuova area archeologica – situata in via Trebbiola – che da oggi sarà visitabile dai piacentini. Il tutto in occasione della giornata di apertura del Festival Piacenza Romana.

Si tratta di una fornace di epoca romana-repubblicana perfettamente conservata (dedicata alla produzione di ceramica), oltre a due tratti di mura paralleli tra loro, uno databile al III sec. d.C., l’altro tra la fine del V secolo è l’inizio del VI sec. d.C. Conclude il complesso archeologico un ampio cortile pavimentato in cotto di epoca tardi rinascimentale, resecato dalle scuderie di Palazzo Madama.

I lavori sono costati 50mila euro di fondi ministeriali e hanno comportato tre differenti operazioni: nuova illuminazione per rendere visibili le porzioni di mura emerse, restauro della fornace e interventi di scavo archeologici.

I DETTAGLI SUGLI SCAVI DI VIA TREBBIOLA

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Da libertà.it

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LA FORNACE ROMANA DI BETTOLA

Scoperta fortuitamente nel 1975 e scavata nel 1976 dalla Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna,   in posizione collinare, in area boschiva, in località Piancavallo di Bettola (PC), si trova una fornace di epoca romana, di tipo verticale a pianta quadrangolare con camera di combustione a corridoio centrale (tipo Cuomo di Caprio IIB), una tipologia documentata in Emilia Romagna, già pubblicata a suo tempo (Mirella Marini Calvani, Una fornace romana su un’altura della val Nure presso Bettola (PC), ASPP, IV,XXIX, 1977, pp.427-433).


Bettola – La fornace romana per laterizi (foto Roberta Conversi © 2011)

La fornace fu costruita su uno sbancamento di un lieve pendio. La camera di combustione era interrata e il prefurnium, con copertura a volta è stato trovato al momento dello scavo, ancora sigillato.
Il corridoio centrale della camera di combustione è coperto a volta da dieci archetti a tutto sesto, realizzati in mattoni a sezione cuneiforme. E’ancora conservato il piano forato che separa le due camere.
La camera di cottura, ancora ben conservata è stata realizzata parzialmente interrata. Ad essa si accedeva dal lato opposto a quello del prefurnium.
I numerosi frammenti di materiale ritrovato e la tipologia della fornace consentono di dire che si tratta di una fornace per la produzione di laterizi, d’epoca romana, databile tra la fine del I sec. a.C. e la prima metà del II sec. d.C. Lo scavo ha messo in luce l’intero manufatto che è stato conservato a vista, dotato di una tettoia protettiva di copertura e di una recinzione, con cancello d’accesso, realizzati dalla Soprintendenza.
All’interno dell’area archeologica recintata sono stati collocati pannelli informativi ed identificativi del manufatto.
L’area archeologica è stata infatti predisposta a suo tempo per la valorizzazione e la fruizione del pubblico.


Pianta generale della fornace romana di Bettola (PC)

La Soprintendenza in collaborazione con il Comune di Bettola nella persona del Sindaco Simone Mazza, con l’Associazione di volontariato A.I.N.A. Associazione Internazionale Nucleo Ambientale AINA con sede a Bettola, convenzionata col Comune

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