I REPERTI DEI “LAVORI IN CORSO”IN MOSTRA AL PAN PARCO ANPHITEATRUM NATURAE DI MILANO

Dal 05 Marzo 2022 al 31 Dicembre 2022

MILANO

E-MAIL INFO: sabap-mi.eventi@beniculturali.it

SITO UFFICIALE: http://www.architettonicimilano.lombardia.beniculturali.it

In occasione della manifestazione Museocity che si terrà a Milano dal 4 al 6 marzo 2022 la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano il giorno 4 marzo 2022 alle ore 11 apre al pubblico la mostra:
PAN Parco Amphitheatrum Naturae. L’anfiteatro di Mediolanum: lavori in corso. I primi reperti dagli scavi archeologici.

L’esposizione presenterà una prima selezione dei reperti maggiormente rappresentativi tra quelli recuperati nel corso delle indagini archeologiche propedeutiche alla realizzazione del Progetto PAN – Parco Amphitheatrum Naturae tra il 2019 e il 2021, che darà vita al più esteso parco archeologico della città. I lavori, promossi e diretti dalla Soprintendente Antonella Ranaldi in accordo con il Comune di Milano, sono realizzati con finanziamenti del MiC (Ministero della Cultura) e grazie ai contributi di sponsorizzazioni private: TMC pubblicità (main sponsor),  Prelios, Italia Nostra e Unipol Assicurazioni.

Il lavoro sul campo, oltre ad aver rivelato interi settori delle fondazioni mai esplorati in passato, ha permesso di conoscere nuovi elementi della complessa struttura dell’anfiteatro di Mediolanum, che rappresentava il più imponente monumento da spettacolo costruito in età romana, ma non solo. Le novità più sorprendenti sono state la scoperta del mondo sotterraneo dell’anfiteatro, formato da gallerie che si sviluppavano sotto il piano dell’arena funzionali all’organizzazione dei giochi, e di un ricco deposito di ceramiche di tradizione celtica, probabile testimonianza della presenza nell’area di un’area sacra precedente all’età romana.

Il progetto del parco dell’ anfiteatro attualmente in fase di” costruzione”

Nella mostra, allestita presso l’Antiquarium “Alda Levi” dove rimarrà fino al 31.12.2022, saranno esposti alcuni recipienti di tradizione celtica, frammenti della decorazione architettonica e scultorea del monumento, scampati allo spoglio sistematico del monumento iniziato già alla fine dell’età antica insieme a oggetti d’uso quotidiano.

L’esposizione costituisce la prima occasione per poter osservare da vicino questi reperti che aggiungono nuovi importanti tasselli alla storia del sito e che permettono di arricchire l’aspetto dell’anfiteatro di nuovi colori e raffinati dettagli.

IN CORSO ANCHE I RESTAURI DELLA BASILICA DI SAN LORENZO

Basilica di S.Lorenzo a Milano

Da il corriere.it

Sui ponteggi a 25 metri d’altezza, accompagnati dai restauratori alle prese con le fasi finali del cantiere, si arriva a un emozionante faccia a faccia con la cupola di San Lorenzo Maggiore al Ticinese. Occasione unica per osservarla così da vicino, «alla pari» con i finestroni che per chi entra in chiesa sono lassù, irraggiungibili. La cupola si mostra con il suo candido intonaco originale per la prima visita organizzata dalla Soprintendenza dal giugno 2021, quando i lavori erano cominciati: un bianco latte che esalta le linee architettoniche progettate nell’ultimo quarto dei Seicento dall’architetto Martino Bassi (che fu architetto della Veneranda Fabbrica del Duomo nel 1587) su commissione di Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano.

Bassi morì nel 1591 senza vedere lo sviluppo della cupola ottagonale sulla base quadrata della precedente pianta medioevale. La cupola attuale sostituì quella romanica, crollata nel giugno 1573. «Con questo lotto da un milione di euro erogato dal Ministero della cultura, abbiamo riportato la basilica alla sua atmosfera luminosa, vivace ed elegante, che una volta rimossi i ponteggi, il pubblico potrà apprezzare dal 2023» — dice durante la conferenza stampa «in quota» la soprintendente Antonella Ranaldi alla presenza di Francesca Furst, segretario regionale del Mic per la Lombardia.

Un’architettura che richiama da vicino» — ha ricordato il professor Andrea Spiriti del’università dell’Insubria — «Sant’Ivo alla Sapienza di Roma, progettata da Francesco Borromini». Nella prima fase del restauro, a cura dell’impresa umbra Estia, il ponteggio — pur lasciando libera l’area di culto — aveva raggiunto l’altezza di 50 metri, fino alla base della lanterna sommitale, alta a sua volta dieci metri e che dà luce alla basilica insieme alle otto finestre a sviluppo verticale che cadenzano la copertura. Anche la pietra in ceppo, tipica della Lombardia e perimetrale alle finestre seicentesche, è stata ripristinata con le sue decorazioni originarie.

Una squadra di sei specialisti ha lavorato alle indagini su stratigrafie per individuare il colore originale: con un percorso all’inverso si è partiti da un verde scuro ottocentesco al bianco originale che ora conferisce una luce inedita alla copertura che prima dell’intervento rendeva l’interno molto scuro. Fra i più importanti edifici sacri della storia di Milano — le sue origini risalgono al quarto secolo quando la città era capitale dell’Impero romano d’Occidente — la basilica continuerà ad essere oggetto di restauro con altri due interventi da 250mila e 200mila euro per rendere il matroneo (lo spazio da cui le donne assistevano alle cerimonie) fruibile e accessibile con un ascensore per poi riallestire l’Antiquarium che raccoglie i reperti rinvenuti nella chiesa nel corso dei secoli.

Per i restauratori è una «novità straordinaria» il ritrovamento di linee dipinte in blu-nerastro che corrono dal basso verso l’alto e che esaltano le linee architettoniche degli otto costoloni e vele che sorreggono la cupola. Gli interventi sulla basilica fanno parte di un progetto più ampio della Soprintendenza che avrà la stessa San Lorenzo come tappa: il Pan-Parco amphitheatrum naturae che combina il verde all’archeologia; un itinerario che da qui proseguirà verso Sant’Ambrogio, San Sepolcro (dov’era situato il Foro romano) e fino a Sant’Eustorgio. «San Lorenzo ha i piedi piantati nell’antichità» — ha ricordato Ranaldi — «perché quando fu smantellato, le pietre dell’Anfiteatro furono utilizzate come materiale da costruzione per l’originaria basilica palatina».

VAI ALLA GUIDA D’ARTE DI MILANO

ANTIQUARIUM ALDA LEVI

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