IL MONUMENTO FUNERARIO DI GNATIUS GERMANUS A MONTICHIARI

Nel 1995 scavi per la costruzione di silos per cereali in un mangimificio situato km 1,5 a SW dell’abitato di Montichiari rinvenivano a m 3 di profondità quattro grandi elementi lapidei in pietra di Botticino pertinenti ad un monumento funerario d’età romana affondato nei ghiaioni di un paleoalveo del fiume Chiese la cui traccia, in parte ancora avvertibile da dislivelli altimetrici, è stata precisamente descritta da recenti studi geomorfologici.
Secondo ogni apparenza il monumento apparteneva all’area funeraria privata della villa romana, di cronologia non ancora ben definita, localizzata a brevissima distanza da ricerche di superficie condotte nel 1989. Questo insediamento che è il più orientale di un gruppo di 6 siti che si distribuiscono su un’area di kmq 2 a poche centinaia di metri a W dall’attuale corso del fiume, fu evidentemente eroso da una divagazione del corso d’acqua che provocò il collasso della struttura e il suo slittamento nel nuovo alveo dove fu sepolto dai sedimenti ghiaiosi pervenendo quindi eccezionalmente intatto fino a noi.
Il monumento del quale si potrà apprezzare appieno l’imponenza, una volta che è stato ricomposto come previsto nella nuova sede dei servizi culturali di Montichiari, misura m 2,96 di altezza, m 2,13 di larghezza e m 1,78 di profondità per un peso complessivo vicino alle 12 tonnellate.


Sul basamento costituito da due blocchi parallelepipedi accostati e saldati con grappe metalliche, poggia uno zoccolo a due gradoni che sostiene l’ara con base e cornice modanate, conclusa da due volute cilindri che e da un risalto triangolare centrale.
Mentre i fianchi e il lato posteriore sono semplicemente appianati ,il fronte reca su tre righe entro una cornice a listelli l’iscrizione: L(ucius) Gnatius / Germanus / Pob(lilia tribu) (sex)vir (probabilmente il proprietario della vicina villa) seguita da un ampio spazio libero. Nella faccia delle volute sono inoltre incise le lettere V(ivus) F(ecit) sotto le quali stanno due piccoli fori che probabilmente ospitavano ganci metallici per la sospensione di ghirlande o altre offerte. Il monumento, databile sulla scorta delle caratteristiche epigrafiche entro la fine del I° sec. d.c., è stato pubblicato dal compianto Albino Garzetti in Tribù romane e confini municipali in Imperium Romanum. Studien zu Geschichte und Rezeption. Festschrift fur Karl Christ zum 75 Geburstag, Stuttgart 1998, pp. 275-287.
(A.B.)

Chi era Lucius Gnatius Germanus? Beh, di lui sappiamo quasi niente: giusto quel poco che è scritto sul monumento funerario: «L. Gnatius Germanus poblilia sexvir». Parole incise nella pietra, dalle quali possiamo intuire che questo personaggio romano era membro della Tribus Poblilia. Tutto qui. Molto di più, invece,sappiamo del monumento funerario: realizzato in pietra di Botticino, è alto quasi tre metri e ha un basamento di 2,12 per 1,78 metri, il tutto per un peso di 120 quintali.

Da archeologiamontichiari.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...