A PRANZO CON I GALLI DELLA CISALPINA

DA ACADEMIA.EDU

“Tramandano che un tempo i Galli, circondati dalle Alpi come da un muro
inespugnabile, ebbero questa motivazione per riversarsi in Italia la prima
volta: poiché un certo Elicone, della tribù degli Elvezi, dopo aver dimorato
a Roma per esercitare il mestiere di fabbro, ritornando nella propria terra
avrebbe portato con sé fichi, uva passa, olio e vino. Bisogna quindi perdonarli
se decisero di procurarsi questi beni anche con la guerra”

(Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, XII, 5)

Celti talvolta organizzano durante i loro banchetti dei veri duelli. Sempre armati nelle loro riunioni, si dedicano a dei simulacri di combattimento e lottano tra di loro a mani nude; arrivano tuttavia talvolta fino alle ferite, si irritano allora e se qualcuno non li separa arrivano ad uccidersi. Nei tempi antichi quando era servito un cosciotto o un prosciutto, il più valoroso se ne attribuiva la parte superiore; se un altro desiderava prenderlo, avveniva tra i due contendenti un combattimento a morte … Quando i convitati sono numerosi si seggono in circolo mentre il posto nel mezzo è riservato al personaggio più importante … colui che si distingue tra tutti per la sua abilità in guerra, per la sua nascita o per le sue ricchezze. Presso di lui siede il suo ospite e, alternativamente sulle due ali, tutti gli altri secondo il loro rango. Dietro si tengono i valletti d’armi che portano lo scudo e di fronte i portatori di lance: seduti in cerchio come i loro padroni, fanno festa nello stesso tempo. I servi fanno circolare le bevande in vasi di terracotta o d’argento … i piatti su cui sono disposte le vettovaglie sono dello stesso genere, talvolta in bronzo, altre volte in legno e vimini intrecciato. La bevanda servita dai ricchi è il vino d’Italia o della regione massaliota: lo bevono puro o, più raramente, mescolato con un po’ d’acqua; presso coloro che sono meno abbienti, si usa una bevanda fermentata a base di frumento e di miele; presso il popolo la birra che chiamano korma. Bevono dalla stessa coppa, a sorsi piccoli … ma frequenti.”

Posidonio, Storie, XXIII ( da Terrataurina.it)

La ricostruzione proposta di seguito si basa dunque sulle poche fonti scritte
e attinge invece più ampiamente alla documentazione archeologica, con
particolare riferimento ai territori abitati da Insubri e Leponzi, corrispondenti
al cuore della regione che i Romani definirono Transpadana, e che attualmente
comprende la Lombardia e il Piemonte orientale1

LINk :

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