MEDIOLANUM : DOVE VENNERO BATTEZZATI SANT’AGOSTINO E SANT ‘AMBROGIO.

BATTISTERO DI SAN GIOVANNI ALLE FONTI

Ispirato ai mausolei imperiali, riprende la simbologia del numero “otto” per ricordare la rinascita dell’uomo nuovo.Qui fu battezzato Agostino, nella Pasqua del 386.

 Luca FRIGERIO

Fu nel battistero di San Giovanni alle Fonti a Milano che, secondo la tradizione, Agostino ricevette il battesimo da Ambrogio, nella veglia pasquale del 386. Battistero che lo stesso vescovo, come hanno dimostrato anche le più recenti indagini archeologiche , avrebbe fatto erigere nei primi anni del suo episcopato, e i cui resti sono ancora oggi visibili sotto il sagrato del Duomo.

Ricostruzione del battistero di San Giovanni alle fonti ai tempi di Sant’Ambrogio
Il battistero di San Giovanni alle fonti nell’alto medioevo

L’edificio, significativamente, è a pianta ottagonale, con una diagonale di circa venti metri. Uno schema architettonico ispirato a modelli laici e imperiali del IV secolo, come il mausoleo milanese di Massimiano, ma qui reinterpretato in chiave cristiana sulla base del significato simbolico del numero otto: «Il settimo giorno indica il mistero della legge, l’ottavo quello della risurrezione», scriveva infatti lo stesso Ambrogio. “ Tomba”, cioè, dell’uomo vecchio e al medesimo tempo luogo di rinascita dell’uomo nuovo, secondo le note parole dell’apostolo Paolo.

San Giovanni alle fonti battistero

Otto lati aveva anche l’ampia vasca posta al centro del battistero, cui si accedeva per tre gradini: immerso fino alle gambe, procedendo verso oriente (e quindi verso la luce), il catecumeno si presentava al vescovo per essere asperso con un’acqua sempre fluente , emblema di vita.

Il battistero di San Giovanni tra le due basiliche Maior S.Tecla e vetus S. Maria

Se le strutture murarie presentano caratteristiche tipiche dell’età ambrosiana, la decorazione interna di San Giovanni alle Fonti fu realizzata e rinnovata in fasi diverse, come rivelano i materiali recuperati: il pavimento era lastricato a losanghe, mentre le pareti apparivano rivestite da pannelli di marmi policromi, in parte sostituiti in epoca medievale con affreschi; sulla volta, invece, si stendeva un mosaico a fondo d’oro.

Demolito attorno al 1394, quando si decise di protrarre la fronte della nuova cattedrale, il battistero fu individuato già agli inizi del Novecento , ma venne scavato interamente solo nel 1961, per volontà del cardinal Montini e in occasione dei lavori per la linea metropolitana, e quindi reso accessibile al pubblico.

SANTO STEFANO ALLE FONTI

Da wikipedia

Il battistero di Santo Stefano alle Fonti è stato un battistero della città di Milano. Era il più antico edificio cristiano della città lombarda[1]. La sua costruzione iniziò nel 313 in epoca tardoimperiale , nell’anno dell’editto di milano , che concesse a tutti i cittadini, quindi anche ai cristiani , la libertà di onorare le proprie divinità[3].

Nel battistero di Santo Stefano alle Fonti fu battezzato, nel 374 Sant’Ambrogio probabilmente dal vescovo Limenio di Vercelli . Il battistero di Santo Stefano alle Fonti si trovava in corrispondenza della sacrestia settentrionale del moderno Duomo di Milano, per la cui costruzione venne demolito – in concomitanza con la parte orientale della vicina Santa Maria maggiore – nel 1386.[4]

La sua costruzione, che iniziò nel 313  e che fu precedente a quella della vicina basilica vetus (poi ridenominata  cattedrale di Santa Maria maggiore ), fu effettuata durante il periodo in cui la città romana di Mediolanum era la capitale dellimpero romano d’occidente dal 286 al 402 d.C., rendendo il battistero di Santo Stefano alle Fonti il più antico edificio religioso cristiano della città lombarda[1].

Il battistero di Santo Stefano alle Fonti fu innalzato nell’anno dell’ editto di Milano [2], che concesse a tutti i cittadini, quindi anche ai cristiani , la libertà di onorare le proprie divinità, in epoca trardoimperiale romana .

Il complesso episcopale di Milano sovrapposto alla moderna piazza del Duomo . Il complesso episcopale, che fu demolito per poter permettere la costruzione del Duomo, era costituito dalla basilica di Santa Tecla ( originariamente chiamata basilica maior o basilica nova), il  battistero di San Giovanni alle fonti , la cattedrale di Santa Maria Maggiore ( originariamente chiamata basilica vetus o basilica minor) e il battistero di Santo Stefano alle Fonti

Il battistero di Santo Stefano alle Fonti, insieme alle vicine basilica vetusbasilica maior (poi ridenominata  basilica di santa tecla ) e battistero di san Giovanni alle fonti  formava il “complesso episcopale”[1]. La presenza di due basiliche  molto ravvicinate era infatti comune nel nord Italia  durante l età costantiniana e si poteva trovare, in particolare, in città sedi vescovili[3]. Nel battistero di Santo Stefano alle Fonti fu battezzato, nel 374 ,sant’Ambrogio.

Il battistero di Santo Stefano alle Fonti era situato in corrispondenza della sacrestia settentrionale del moderno duomo di Milano e venne demolito, insieme alla parte orientale della basilica vetus , nel 1386, per poter permettere proprio la costruzione del moderno  duomo di Milano e più nello specifico la sua sacrestia.[5]

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RICOSTRUITO IL VOLTO DI SANT’AMBROGIO:

Vi rimando ai seguenti Link:

https://storiearcheostorie.com/2021/12/04/ricostruzioni-ecco-il-volto-di-santambrogio-arcivescovo-e-patrono-di-milano/

https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/12/03/news/ecco_com_era_il_volto_di_sant_ambrogio_la_maschera_3d_a_grandezza_naturale_da_meta_dicembre_esposta_nella_basilica-328758493/

Ricostruzione del viso di Sant’Ambrogio
La ricostruzione del viso di S.Ambrogio
La ricostruzione del Viso di SantAmbrogio. Noi abbiamo voluto un po’ artigianalmente aggiungere barba e capelli così come appare nel mosaico nel sacello di San Vittore in ciel d ‘oro
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