LE ARMI DEGLI EROI IN UN MONUMENTO FUNERARIO DI AUGUSTA TAURINORUM

Alcuni blocchi in marmo decorati a rilievo con un fregio d’armi sono parte del ricco monumento funerario di un senatore vissuto intorno alla metà del I secolo d.C.

INTRODUZIONE

Cinque blocchi in marmo greco decorati a rilievo con un fregio d’armi e alcune iscrizioni realizzate quasi certamente con il marmo della medesima cava ci aiutano a ricostruire il monumento funerario di un personaggio di spicco di Augusta Taurinorum in età claudia. I marmi sono conservati nel Museo di Antichità di Torino.

Il monumento

Una ricostruzione ipotetica, fatta sulla base dei segni delle grappe e delle somiglianze tra le armi, porta a immaginare che il monumento funerario fosse costruito come un altare di particolare lusso. Si trattava forse un grande basamento a pianta quasi quadrata di circa 4,50 metri di lato (15 piedi romani), su gradoni, rivestito di marmi e riccamente ornato. L’analisi stilistica indica una datazione all’età claudia (circa 40-55 d.C.), momento in cui il motivo della catasta di armi, che deriva direttamente dal mondo ellenistico, ha un momento di revival.

I blocchi con fregio d’armi sono stati ripetutamente studiati e a lungo ritenuti parte di un arco trionfale, opinione non condivisa nei lavori più recenti.

Il proprietario

Il monumento funerario appartiene probabilmente a un membro della famiglia dei Glitii, una gens di cui sono noti personaggi di diverse generazioni tra il I secolo d.C. e i primi decenni di quello successivo. Il proprietario del sepolcro è tuttavia anonimo, forse figlio di Glitius Barbarus, un cavaliere che aveva fatto fortuna nelle file dell’esercito di Claudio e aveva

dedicato all’imperatore un monumento, di cui si conserva parte dell’iscrizione, nel 48 d.C. Il membro più noto della famiglia è però Glitius Agricola, quasi certamente il figlio del nostro personaggio, nato intorno al 50 d.C. e ancora in piena attività all’inizio del II secolo d.C.

Conosciamo molte dediche a Glitius Agricola e tra queste una lastra clipeata rinvenuta il 4 marzo 1830 a ovest della via d’Italia (piazza Emanuele Filiberto), tra via Giulio e via delle Tre Galline, che era forse la base modanata di un monumento equestre.

Bibliografia

Da museotorino.it

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