SEBATUM : UNA MANSIO AI CONFINI DELLA GALLIA CISALPINA

Storia delle Province Romane [5]: Norico | Storia Romana e Bizantina

Sebatum si trova nell’Alto Adige Sud Tirol presso l’attuale S.Lorenzo di Sebato . In epoca romana era una stazione di posta lungo una via romana gestita dal governo centrale e messa a disposizione di dignitari, ufficiali, o di chi viaggiasse per ragioni di stato. L’identificazione degli ospiti avveniva grazie a documenti simili a passaporti.

Il toponimo Sebatum deriva dal popolo che abitava la  Val Pusteria, cioè il pagus dei Saevates. Essi sono testimoniati da un’iscrizione bronzea, rinvenuta a Zuglio  (Iulium Carnicum), dedicata intorno al 41-54 d.C. dalla civitas Saevatum et Laiancorum al procuratore Caius Baebius Atticus, che recita: C(aio) BAEBIO P(ubli) F(ilio) CLA(udia) / ATTICO / IIVIR(o) I(ure) [D(icundo)] PRIMO PIL(o) / LEG(ionis) V MACEDONIC(ae) PRAEF(ecto) / C[I]VITATIVM MOESIAE ET/ TREBALLIA[E] [PRA]EF(ecto) [CI]VITAT(ium) / IN ALPIB(us) MARITVMIS T[R(ibuno)] MIL(itum) COH(ortis) / VIII PR(aetoriae) PRIMO PIL(o) ITER(um) PROCVRATOR(i) / TI(beri) CLAVDI CAESARIS AVG(usti) GERMANICI / IN NORICO / CIVITAS / SAEVATVM ET LAIANCORVM.

moneta celtica

Dal primo secolo avanti Cristo, questo territorio entrò a far parte del Regno celtico del Norico.
Già allora, la posizione strategicamente favorevole aveva fatto di quest’area un punto nodale assai importante per le vie di comunicazione e le attività economiche della Val Pusteria, e infatti fu proprio sul nucleo originario di San Lorenzo, formatosi nell’età del ferro, che nei secoli successivi sorsero la stazione viaria romana e il relativo insediamento.
La prima menzione documentale dei Saevates risale all’anno 10 o 9 a.C., in un’incisione sul Madgalensberg (Carinzia) dove questo ceppo è riportato insieme ad altre sette etnie Noriche. Ma sono anche citati in una tavola onorifica dell’Ilium Carnicum (l’odierna Zuglio, nel Friuli) e negli scritti geografici di Tolomeo.

Mansio Sebatum

Il geografo alessandrino Claudio Tolomeo (100-170 d.C.?) menziona nella sua Geografia i Σεουακες, che egli ritiene abitassero nel Norico occidentale a settentrione

Museo Mansio Sebatum - Sulle orme degli antenati del paese di 2000 anni fa
Museo Mansio Sebatum - Sulle orme degli antenati del paese di 2000 anni fa

Infine il toponimo è attestato nell’Itinerarium Antonini[3] nella forma Sebato:
Item ab Aquileia per compendium Veldidena m.p.m. CCXV sic: Ad Tricesimum m.p.m. XXX / Iulia Carnico m.p.m. XXX / Loncio m.p.m. XXII / Agunto m.p.m.XVIII / Littamo m.p.m. XXIII / Sebato m.p.m. XXIII / Vipiteno m.p.m. XXXIII / Veldidena m.p.m. XXXVI. da Wikipedia e da mansio-sebatum.it

Fin dal 170 a.C. è documentato che i ceppi Norici insediati in questo territorio allacciarono i primi contatti amichevoli con Roma, dando vita a scambi economici molto assidui. Ai Romani interessavano soprattutto le materie prime estratte nella zona, ma anche il controllo del territorio come corridoio di transito verso Nord.
Nel 15 a.C., il regno Norico (celtico) fu annesso ufficialmente all’Impero Romano, inizialmente come principato autonomo, ma occupato da un’amministrazione militare e obbligato a versare tributi a Roma, e più tardi come vera e propria provincia romana. Il capoluogo della “provincia” era Virunum, un insediamento ubicato a Nord dell’attuale Klagenfurt (Corinzia), nella zona di Zollfeld.

Durante la dominazione romana, Sebatum consisteva in una serie di masserie che costeggiava la strada con fabbricati rurali ed abitazioni . A queste si aggiungevano varie piccole fattorie, e alcune strutture pubbliche fra cui spiccava il macellum, ossia la piazza dove si tenevano le nundinae, i mercati settimanali.
Al centro dell’insediamento sorgeva la mansio, vale a dire la stazione di sosta vera e propria, con la foresteria, le officine, le stalle e i bagni. Di fronte alla mansio si ergeva una fila di fabbricati che ospitavano le tabernae, piccoli negozi o laboratori di artigiani o commercianti del luogo. Ai margini orientali del villaggio, in direzione di Brunico, sorgeva la villa rustica, una residenza signorile in cui probabilmente risiedeva un alto funzionario dell’amministrazione imperiale romana.

Il periodo di massimo splendore di Sebatum seguì le sorti dell’Impero . Con le migrazioni dei popoli e le invasioni barbariche vi fu un rapido declino .Benché infatti la popolazione continuasse a ricevere merci d’importazione del Mediterraneo, il ceto medio s’impoverì a vista d’occhio. Questo declino emerge con evidenza anche dall’edilizia: nel V secolo ci fu infatti un decadimento vistoso degli edifici d’epoca romana – all’origine dotati di riscaldamento ipocaustico e intonaci colorati alle pareti – e sulle loro rovine sorsero abitazioni semplici, costruite in legno su uno zoccolo in muratura. Anche la malta di calce utilizzata dai Romani fu sostituita dalla più dozzinale malta d’argilla.

A partire dal IV secolo d.C., sulle colline del circondario cominciarono a sorgere i castrum, insediamenti fortificati, e nel VI secolo d.C. anche una parte degli abitanti di Sebatum, per maggiore sicurezza, si trasferì stabilmente sul colle del Burgkofel di Campolino, dove le abitazioni erano protette da una muraglia imponente circondata da una fossa profonda e da scarpate scoscese. Di quell’insediamento faceva parte anche una piccola necropoli, mentre la presenza di una chiesa paleocristiana è probabile, ma non documentata.

IL MUSEO

Mansio Sebatum — Italia, Alto Adige — Progetti — Haidacher

Una passeggiata attraverso la storia di San Lorenzo di Sebato, grazie all’interattivo museo Mansio Sebatum. San Lorenzo di Sebato, in Val Pusteria è stato fondato durante l’età del ferro dal popolo norico dei Saevates, ed in epoca romana è diventato un punto cruciale della viabilità e dello scambio economico e culturale. Tappe multimediali ed interattive vi accompagneranno per i tre piani del museo, dove potrete viaggiare attraverso un’epoca antica, quando il vivace sito mercantile, in procinto di trasformarsi nella stazione romana Mansio Sebatum, stava vivendo un periodo di transito e sviluppo.

Testimonianze risalenti all’età del ferro ed all’età romana, presentate con amorevole cura per i dettagli, così come modelli e tabelloni esplicativi vi aiuteranno a creare un quadro dettagliato su quest’epoca così lontana. Il 1° piano del museo è dedicato a San Lorenzo di Sebato durante l’età del ferro. All’assimilazione da parte dell’Impero Romano del regno celtico Norico e del territorio dei Saevate, alle opere stradali ed alla nascita della stazione viaria romana, mentre il 2° piano è dedicato alla vita ed all’economia nella stazione viaria romana. I ritrovamenti legati alla fede, all’aldilà ed alle credenze invece, si trovano al 3° piano del museo, dove vengono illustrati riti funerari e credenze popolari, la necropoli ed i reperti di Sebatum, ed il disfacimento dell’insediamento romano.

Museum Mansio Sebatum, St. Lorenzen (BZ) (Trentino-Alto Adige) ::: Der  Große Autoatlas

Una visita al Museo Archeologico Mansio Sebatum può essere abbinata anche ad una passeggiata lungo il sentiero panoramico. Il percorso archeologico si sviluppa attorno al colle di Castel Badia, cartelloni didascalici vi daranno le informazioni principali sui siti archeologici e sugli oggetti che lì sono stati rinvenuti. La visita al museo è particolarmente adatta alle famiglie, per i bambini in età scolare c’è molto da scoprire!

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