ANTICHI LIGURI AL MUSEO DI PONTREMOLI

Parte del fenomeno del megalitismo, le Statue Stele erano diffuse in tutta Europa e in varie zone d’Italia ma è in questa fetta di territorio che si sono verificati i ritrovamenti più significativi, ora esposti in un museo tutto per loro a Pontremoli

IMG_20200712_124128

di Beba Marsano – Corriere della Sera

Idoli cosmici, divinità funerarie o lo spirito pietrificato degli stessi defunti? Sono tuttora un enigma le statue stele della Lunigiana, fenomeno tra i più rilevanti, circoscritti e sfuggenti della civiltà megalitica europea. Monumenti antropomorfi in tenera arenaria (III -I millennio a.C.), simbolo identitario della valle del Magra, in cui si è concentrata la totalità dei ritrovamenti. Quello più copioso li ha rinvenuti in fila, in ordine di altezza, con il volto rivolto a sud, verso il corso del sole.

IMG_20200712_123158

Oggi, serrati nella loro remota fissità, nel loro mistero esaltato da luci e ombre sapienti, emozionano nel rinnovato allestimento del Museo delle Statue Stele di Pontremoli, nei labirinti del millenario Castello del Piagnaro (dal nome delle «piagne», lastre in arenaria qui utilizzate per i tetti), che domina il borgo dall’alto della collina. Una quarantina di esemplari in totale, tra figure maschili e femminili.

IMG_20200712_123310

I tratti somatici affidati a grafismi astratti (due forellini o rilievi a pastiglia gli occhi, un segmento verticale il naso, due coppelle o cerchietti incavati le orecchie) e l’identità sessuale consegnata alla raffigurazione di pugnali o punte di lancia per gli uomini e a quella di seni e qualche ornamento per le donne. Potrebbero sembrare tutte uguali le statue stele. Invece non lo sono.

IMG_20200712_123712

Gli archeologi le hanno classificate in tre gruppi tipologici: A, B, C. Le più lontane nel tempo hanno la testa semicircolare, «a cappello di carabiniere», separata dal corpo solo da una leggera rientranza.

IMG_20200712_124417

Le più numerose si riconoscono per una più incisiva definizione dei dettagli anatomici e la netta distinzione del capo rispetto al tronco. Le più recenti sono lavorate quasi a tutto tondo. Nella manica medievale del Castello, rimasta intatta nei secoli, sembrano conficcate nella nuda terra, come in origine erano conficcate in radure boschive: necropoli o santuari a cielo aperto al di fuori dei centri abitati. Un’arcana scenografia, che restituisce alle statue stele tutta la loro sacralità. Pietre con pietra.

IMG_20200712_123241

qui sotto nel LINK statue una ampia descrizione archeologica dei principali ritrovamenti :

clicca qui sotto

statue

Classificazione delle Statue Stele

https://www.finestresullarte.info/opere-e-artisti/statue-stele-della-lunigiana-antiche-sculture-preistoriche-liguri-apuani

Galleria di Foto

L’ELMO e L ARMAMENTO DEL GUERRIERO LIGURE DEL MUSEO DI PONTREMOLI

IMG_20200712_124944

IMG_20200712_124958

IMG_20200712_125009

La panoplia ligure

Da

https://biatec.wordpress.com/guerriero-ligure/

I Liguri hanno un armamento di assetto più agevole di quello dei Romani. Li protegge infatti uno scudo oblungo foggiato alla maniera gallica e una tunica raccolta da una cinghia; si ravvolgono in pelle di animali selvatici additandoci una spada su misura. Taluni di essi tuttavia, da quando fanno parte dello Stato romano, hanno modificato l’armamento rendendosi simili ai dominatori. Sono intrepidi ed hanno maschia prova della loro stirpe non solo in guerra ma anche e proprio nelle circostanze della vita che implicano terribili confronti.

Diodoro Siculo, Biblioteca, V, 39, 1-8

I Romani resistevano accanitamente con l’aiuto del loro piccolo scudo e degli scudi oblunghi dei Liguri (Λιγυστικών θυρεών)

Polibio XXIX 14, 4

Non sono affatto abili, nelle campagne militari, come cavalieri, ma sono abili opliti e veliti; dal fatto che portano scudi di bronzo, alcuni deducono che siano Greci.

Strabone IV 6, 2

Le truppe ausiliarie del re combattevano meglio da lontano con armi da getto; i Romani erano più saldi e più sicuri da vicino grazie allo scudo rotondo o allo scudo ligure.

Livio XLIV 35, 19

un nemico armato alla leggera, quindi veloce e mobile, che non permetteva, in nessun luogo, di trovare un momento di tranquillità o una posizione sicura.

Livio XXXIX I, 6

Le fonti che parlano dei guerrieri liguri ci riportano all’unisono di un equipaggiamento leggero (hostis levis per Livio) adatto al combattimento in luoghi montani ed impervi, fatto di scaramucce repentine, ma anche agli scontri in campo aperto: grazie all’abitudine alla fatica ed all’asprezza della geografia dei loro luoghi, sono sempre le fonti latine che ne segnalano la grande capacità di resistenza nel corpo a corpo, probabilmente il metodo di combattimento da loro prediletto. Nelle fonti infatti i liguri arrivano sempre al brutale scontro ravvicinato, in cui dimostravano grande tenacia:

All’alba fece una sortita simultanea da due porte. Ma i Liguri non furono respinti al primo assalto, come egli aveva sperato; per più di due ore sostennero una lotta di esito incerto.

Livio XXXVI 38, 1

Si combattè per più di tre ore senza che nessuna delle due parti potesse nutrire speranza di vittoria

Livio XLII 7, 3

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...