TOUR ARCHEOLOGICO PER AQUILEIA

dal Blog Elena e orlando

aquileia 276                     Della città dell’aquila, la grande Aquileia, il più importante porto mercantile del Nord Italia, fino al 300 d.C, restano molte tracce portate alla luce soprattutto durante gli ultimi due secoli. I reperti più importanti sono stati collocati nell’attuale Museo Archeologico creato nel 1879 da Francesco Giuseppe, probabilmente per ovviare agli effetti di una legge dell’impero asburgico del 1846, che permetteva a tutti di scavare e possedere reperti archeologici.aquileia 273                     Si entra nell’edificio passando attraverso uno splendido giardino in cui ci sono ancora i cipressi, il glicine e la magnolia piantati dagli Austriaci. Saltano subito agli occhi  le strane piramidi disegnate da Enrico Maionica e costruite con le urne cinerarie che contenevano ciascuna le ceneri di un antico abitante di Aquileia.aquileia 274                   Entrando nel museo si notano una serie di teste proveniente da vari siti funerari. Spesso sono la sola parte che rimane di una statua. Appartengono a varie epoche e sono state tutte eseguite facendo il calco con una maschera di cera sul viso del defunto per cui spesso l’espressione è tesa e sofferente.aquileia 204aquileia 205               Di seguito il “solco primigenio” della colonia aquileiese del I sec. a.C. I buoi, bardati a festa, tirano l’aratro davanti ad un gruppo di magistrati e segnano le fondazioni della nuova città romana.aquileia 207                         La tavola calcarea, probabilmente del 183 a.C. recita -Lucio Manlio Acidino, figlio di Lucio triumviro incaricato della fondazione della colonia di Aquileia-aquileia 209                                                                   Nella stanza attigua sono collocate le grandi sculture degli imperatori Augusto e Claudio accanto alla statua di Antonia Minore, madre di Claudio. Augusto è rappresentato con il capo velato in veste di pontefice massimo. Claudio è raffigurato con il mantello militare riservato agli ufficiali. Piena di autorità e dignità la statua che raffigura quasi sicuramente Antonia.aquileia 215                Statue funerarie del I secolo a. C. ritrovate in due necropoli a nord-ovest della città.aquileia 220                       Davanti alla parete destra della stanza predomina la figura del Navarca del I sec. a.C. L’ammiraglio trovato nella sua tomba con la prua di una nave da guerra e  l’urna cineraria.aquileia 223                     Pure di questo periodo sono il busto di donna che tiene in mano una mela ed il busto di soldato con l’armatura.                                                                                                                               Ed ecco la statua proveniente dal sepolcreto.aquileia 238                        Il ritratto di un ragazzo del II sec. d.C.aquileia 228                                          Bellissima l’urna raffigurante il banchetto funerario che si teneva nove giorni dopo la sepoltura del defunto e che si ripeteva ad ogni anniversario.aquileia 231                  Frammento di sarcofago proveniente dall’Attica della seconda metà del II sec. d.C. raffigurante alcuni  putti che corteggiano Venere, due dei quali hanno trovato un vaso pieno di vino.aquileia 226                    Proviene dall’Attica pure il frammento di scena di battaglia del II sec. d. C.aquileia 232                            e il soldato che si avvia alla battaglia.aquileia 236              Al centro della stanza seguente domina la statua di Venere della fine del I secolo a.Caquileia 239                     Era situata probabilmente in un altare pubblico .                                                                  Anche il primo piano è ricchissimo di sorprese. Nella prima vetrina ci sono statuette votive dedicate ad Iside del II sec. a.C  a Imhotep ed a Mercurio il dio dei mercanti , particolarmente venerato in una zona commerciale come Aquileia.aquileia 246aquileia 243            Da notare la testa di Iside -poi Demetra, la dea delle messi- in terracotta. La testa è sormontata dalla tipica corona con il disco del sole e la luna calanteaquileia 245aquileia 265                       Incredibile la sezione dedicata alle gemme ed alla loro lavorazione . Su una piccola gemma, grande quanto un’unghia,  si trovano incise perfette figure di divinità o di eroi o di elementi naturali. Sono pietre di diaspro, pasta di vetro, agata o ambra, appartenenti a diversi secoli di cui ben poco si può vedere nella foto.aquileia 256                       Aquileia fu, fino al II sec. d.C, il più importante centro della produzione e della lavorazione dell’ambra. Molte delle gemme erano fatte di una dimensione tale da poter essere inserite in un anello che veniva usato come sigillo.                                                               Impressionante pure la collezione di bronzetti, oggetti in vetro, da toeletta.aquileia 259           Tralascio la collezione di monete, protette dai vetri che riflettono l’immagine e che quindi non posso mostrare, per dirigermi verso il lapidario dove sono sistemati i monumentiaquileia 279                    funebri ed il materiale architettonico.                                                                                               Al centro del giardino domina il grande mausoleo funerario dei Curii , della prima metà del I sec. d.C.aquileia 287                         e lungo il percorso si susseguono particolari architettonici, statue e lapidi di ogni tipo.aquileia 285aquileia 286aquileia 290aquileia 294aquileia 293aquileia 296                               Ed arriviamo ai mosaici del fondo Cossar (scavi austriaci del 1859-1860) raffiguranti, il primo, una nereide su toro marino del I sec. a. C.aquileia 297                    Da notare il serto di vite sul capo del toro e la coda a forma di pesce, l’amorino che regge un dardo ed una fiaccola accesa. Il secondo, i mosaici che ritraggono gli atleti.aquileia 299                      Particolare del mosaico con il ritratto di un tritone dal corpo umano nella parte superiore, con la coda nella parte inferiore, su cui è seduta la ninfa del mare Klimene.aquileia 315            Il prossimo grande mosaico proviene da una casa che si trovava ad est del foro e che si può datare tra il I sec. a.C. ed il I d.C..aquileia 318                     Affascinanti le teste dei gladiatori delle quali mostro solamente quella del vecchio gladiatore che decorava il frigidarium nelle grandi terme e significava probabilmente il grande esercizio che si doveva fare per eccellere nello sport.aquileia 321          Un veloce sguardo alla sezione dedicata ai gladiatori e a quella dedicata alle teste ideali, che raccoglie statue provenienti dalle abitazioni e che mostrano l’ideale della bellezzaaquileia 306aquileia 309 greca a cui si ispiravano i cittadini romani.                                                                                                 Un posto magico  a cui non riesco a smettere di pensare.aquileia 323

Passeggiate archeologiche

aquileia 055                Del porto di Aquileia, che è stato per secoli il cuore della città fondata dai Romani nel 182 a.C. si possono ammirare alcuni reperti collocati lungo il viale alberato che fiancheggia un fiumiciattolo dal quale emergono mura e tratti di edifici che probabilmente risalgono alaquileia 045               II secolo d.C. In realtà già in età repubblicana Aquileia era attraversata da un fitto sistema di canali ed il piccolo fiumiciattolo era un grande fiume di 48 metri di larghezza che univa la città al mare e la rendeva un centro navale di importanza fondamentale in epoca romana.  aquileia 177  Dall’alto della torre campanaria, eretta nell’XI secolo dal patriarca Poppone, si possono ammirare il mare sullo sfondo e la fila di cipressi che fiancheggia la passeggiata archeologica , realizzata nel 1934 lungo quello che resta dell’antico fiume portuale. A sinistra del filare di cipressi si possono vedere gli scavi che hanno portato alla luce il mercato del pesce.aquileia 046                    Il percorso è decisamente suggestivo ed affascinante. Lungo la sponda orientale è stato messo in luce un blocco di pietre resistenti alla salsedine, disposte a gradinate che scendono nell’acqua.aquileia 023                   Il muro era edificato su pali di legno ed era provvisto di anelli di ormeggio. Le mura ed i passaggi laterali risalgono al II sec. d.C.aquileia 054aquileia 043                    Fra gli alberi sono disposti i materiali lapidei rinvenuti all’interno degli scavi e che non sono stati portati al Museo Archeologico. Ci sono resti di colonne,aquileia 035aquileia 015                          capitelli corinziaquileia 027                  stele funerarie,aquileia 053aquileia 042aquileia 052                       fregi di varie forme e dimensioni  fra cui uno ricostruito sulle colonne,aquileia 039aquileia 028aquileia 038             e resti di antichi monumenti.aquileia 006aquileia 017                                                  Le fortificazioni erette velocemente in caso di invasione, spesso si sovrappongono alle costruzioni precedenti ed utilizzano il materiale preesistente. I continui assedi non impedirono però l’utilizzo del porto come dimostrano le stratificazioni murarie ed i reperti archeologici, fino a quando , nel 361, avviene un altro assedio all’epoca di Costantino ed il fiume viene spostato da un’altra parte dagli assedianti.                                                                             Continuando la passeggiata lungo il porto in direzione sud, si arriva in un’altra stradina  che fiancheggia un muro costruito in età tardo imperiale per far fronte all’assedio della città da parte di Massimino il Trace nel 238 d.C. Al di là del muro, aquileia 061                     in mezzo agli alberi, si vede il campanile della basilicaaquileia 059                       e dal muro, che  protegge ora il palazzo patriarcale, evidentemente riedificato in epoche più recenti, spuntano manufatti di epoca più o meno antica.aquileia 062aquileia 063aquileia 065                       Giunti sul lato ovest della basilica aquileia 069aquileia 067                    si attraversa la strada provinciale, la via Giulia Augusta, si passa davanti agli scavi Pasqualis  che hanno messo in luce un complesso a destinazione commerciale e militare.aquileia 197aquileia 199                    Si affianca il giardino del Museo Archeologicoaquileia 200            e si arriva al Sepolcreto, un luogo decisamente magico. Un’area che conserva l’unica  porzione visibile delle molte aree cimiteriali che circondavano Aquileia e che si allineavano lungo le strade che collegavano la sua città al territorio.aquileia 342aquileia 347                      Nello scavo eseguito nel 1939 furono ricomposti 5 recinti funerari appartenenti a famiglie diverse: le gens Statia, Iulia, Trebia, Cespia. I recinti servivano per diverse generazioni e contenevano numerose sepolture realizzate con incinerazione o inumazione del defunto in un periodo compreso fra il I-II-III secolo d.C. Il primo recinto, riccamente decorato apparteneva alla gens Statia e fu costruito nel I secolo d.C.aquileia 343aquileia 344aquileia 345aquileia 349                       La statua qui sopra è una copia, l’originale si trova al Museo Archeologico . Termino con particolari più o meno architettonici del luogo sacro.aquileia 351aquileia 352aquileia 353

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