STATUARIA DI MEDIOLANUM AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI MILANO

Intanto quattro passi al museo archeologico di MILANO :

STATUARIA ROMANA DEL MUSEO ARCHEOLOGICO :

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Busto di Massimiano Erculeo
Statua di Ercole scoperta nel 1827 presso la chiesa di S. VITO forse proveniente dal frigidarium delle terme Erculee di via Europa. Ercole era anche la divinità tutelare del tetrarca Augusto Massimiano collega di Diocleziano. invictus ; La devozione dei mediolanensi per questa divinità è dimostrata anche dalle lapidi votive emerse nel tempio di Ercole a Lodivecchio, presso la riva dell’Adda: su nove dediche, ben sette erano di mediolanensi
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L’ERACLE DI MILANO
ERACLE A RIPOSO (credits Paola Maria Zaccaria)ERACLE A RIPOSO (credits Paola Maria Zaccaria)
La statua colossale di Eracle a riposo, della seconda metà del II d.C.,si trovava quasi sicuramente nelle terme erculee, volute in quella zona dall’imperatore Massimiano. Benché mutila, assomiglia molto all’Eracle Farnese, copia contemporanea da un originale greco scolpito da Lisippo nel IV a.C.: come questo, perciò, doveva essere appoggiata alla clava ricoperta dalla pelle del leone di Nemea, conquistata da Eracle nella prima fatica, e tenere nella destra i pomi delle Esperidi, frutto dell’ultima fatica. La foglia, che copre interamente le parti intime, è frutto del “pudore” ottocentesco.
LA MAESTRA ORTENSIA E CAIO VETTIO
MAESTRA ORTENSIA (credits Paola Maria Zaccaria)MAESTRA ORTENSIA (credits Paola Maria Zaccaria)
Molte sono le epigrafi conservate nei chiostri, soprattutto quello interno, del museo. Tra queste vi è quella della maestra Ortensia, che fece scrivere per la sua lapide:
Ortensia C(ai) l(iberta)
Obsecuens sibi [et …] (fecit)
Ortensia Obesquente era liberta di Caio, cioè schiava liberata. Vissuta nel I secolo d.C., esercitò la professione di maestra, come ci informano le immagini della sua stele funeraria, dove il suo ritratto la mostra con in mano un contenitore di calami e un frustino, lo stesso che brandisce più sotto per colpire un alunno negligente. I rilievi che adornano l’epigrafe e la scelta del prezioso marmo di Paro fanno pensare che la donna riuscì a raggiungere una buona posizione sociale.
Caio Vettio (credits Paola Maria Zaccaria)Caio Vettio (credits Paola Maria Zaccaria)
Un’altra iscrizione interessante è quella trovata nel 1818, presso la porta orientale, poi collocata sugli archi di Porta Nuova. Essa recita così:
C(aius) Vettius
Novelli f(ilius)
sibi et
Verginiae Lutae
matri et
Privat[a]e l(ibertae)
Adiutor[i] l(iberto)
Methe l(ibertae)
t(estamento) f(ieri) i(ussit)
Caio Vettio, titolare del monumento e contemporaneo di Ortensia, produceva e vendeva stoffe (sono anche qui le immagini dei rilievi a informarci della professione). Il suo ritratto, in alto alla stele, sovrasta quello delle altre persone citate nell’epigrafe: la madre e la liberta Privata a sinistra, poi il liberto Adiutore e la liberta Methe.
Queste due epigrafi insieme sono tra le tante trovate a Milano che ci danno informazioni sulle attività economiche della città nei primi secoli dell’era cristiana. Dai testi e dalle scene scolpite apprendiamo che i milanesi antichi erano negotiatores sagarii o vinarii (venditori di lana o vino), sagarii (lavoravano la lana), carpentarii (manutentori di vetture), peliciarii (pellettieri), centonarii (produttori di coperte con cui si spegnevano gli incendi, quindi anche pompieri), iumentarii (noleggiatori di animali da soma), repunctores (revisori dei conti). Allora, come ora, Milano era una città operosa!
Mosaico proveniente da S Giovanni in conca III SECOLO dC
Statua di Giove Giove, 
Ritrovamento: Nei pressi di Porta Giovia a S. Giovanni sul muro,
Venere
Ninfa III Sec d. C. proveniente da via Paolo da Cannobbio
Torso Maschile di Hermes I-II sec d. C.
Statua di Artemide. Secondo Mirabella Roberti forse si trovava nel palazzo imperiale
Afrodite con delfino
Museo Archeologico Milano

BUSTO FEMMINILE

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Girando per il museo con YouTube..

 

FOTO DAL LAPIDARIO:

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